Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è la più grande struttura pubblica con compiti scientifici nel nostro Paese. Costituito il 18 novembre del 1923 e trasformato nel 1945 in organo dello Stato ha svolto prevalentemente attività di formazione, di promozione e di coordinamento della ricerca in tutti i settori scientifici e tecnologici.
Nel 1999, a seguito del del "Riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche" il CNR è divenuto “ente nazionale di ricerca con competenza scientifica generale e istituti scientifici distribuiti sul territorio, che svolge attività di prioritario interesse per l'avanzamento della scienza e per il progresso del Paese”.
Il ‘nuovo’ CNR svolge e promuove attività di ricerca con obiettivi di eccellenza e di rilevanza strategica in ambito nazionale e internazionale.
Il CNR svolge la propria attività di ricerca attraverso i suoi 108 Organi divisi in cinque aree scientifiche: scienze di base; scienze della vita; scienze della Terra e dell’ambiente; scienze sociali ed umanistiche; scienze tecnologiche, ingegneristiche e dell’informazione. Insieme agli, Organi, distribuiti su tutto il territorio e riuniti in 18 Aree della Ricerca, i Progetti Finalizzati e i Progetti Strategici costituiscono l’attività istituzionale dell’Ente.
Un ruolo strategico del CNR è costituito dalla cooperazione internazionale che si sviluppa attraverso due strumenti: il primo è dato dalla partecipazione dell’Ente a iniziative o programmi lanciati da organizzazioni internazionali intergovernative e non; il secondo strumento è rappresentato dalla rete di relazioni bilaterali che si concretizza in accordi e convenzioni con le omologhe istituzioni straniere. Il CNR, infatti, è associato a 73 organismi scientifici internazionali e ha stipulato 35 accordi bilaterali, questi ultimi per promuovere lo scambio di ricercatori e la realizzazione di progetti comuni di ricerca.
IL CNR svolge anche un ruolo di rafforzamento della cooperazione scientifica e tecnologica con i Paesi del bacino del Mediterraneo attraverso lo sportello SMED di Napoli. Inoltre l'Italia è poi l'unico Paese al mondo ad operare su tre proprie basi scientifiche in aree remote, come la Stazione scientifica "Dirigibile Italia" a Ny Alesund in Artico, la Stazione di Baia Terra Nova in Antartico e la Piramide K2-Everest-CNR in Nepal, due quelle quali promosse e realizzate soltanto dal CNR.
L'assegnazione di borse di studio per l'Italia e l'estero e la collaborazione con le università nell'espletamento di dottorati di ricerca e di altri corsi post-universitari, nel supporto alla realizzazione e alla promozione di tesi laurea, master e corsi di specializzazione, sono i due tipi di iniziative in cui si esplica l'attività di formazione perseguita dall'Ente.
Il riordino ha snellito e profondamente mutato le funzioni e l'organizzazione del CNR. Oggi i suoi Organi direttivi sono: il Presidente, il Consiglio Direttivo, il Comitato di Consulenza Scientifica, e il Collegio dei Revisori dei Conti.
Il CNR ha anche istituito, alla fine del 2000, il Comitato di Valutazione, composto da membri italiani e stranieri, che ha l'obiettivo di esaminare per un periodo di quattro anni il lavoro del CNR e di valutare il contributo scientifico e tecnologico dell'Ente e dei suoi Organi di ricerca in rapporto agli standard internazionali. L'attività di finanziamento a soggetti esterni (università, enti pubblici di ricerca, istituzioni private) viene denominata Agenzia e mette il CNR in contatto con la comunità scientifica accademica ed industriale del Paese, per lo svolgimento di progetti di ricerca cofinanziati o in partnership con terzi coinvolti.
Il decreto di riforma mette a disposizione dell'Ente alcuni strumenti di intervento per il trasferimento dei risultati e ne potenzia l'uso attraverso la partecipazione a società di diritto privato per commercializzare gli output della propria attività di ricerca.
Alcuni dati (riferimento 2000)
Il personale CNR e le risorse umane esterne
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche può contare su 7377 unità, così suddivise: 3650 ricercatori, 2689 tecnici e 1038 amministrativi. Ma attorno all’Ente gravita anche una massa non trascurabile di giovani (dottorandi e borsisti) e di personale di altri enti e studenti universitari che raggiungono complessivamente la ragguardevole cifra di 6094 unità, concentrate soprattutto nelle Scienze di base (1085) e nelle Scienze della vita (1904).
Il costo del personale ammonta a 339.828.639,6 euro contro i 332.598.243,01 del 1999.
Le risorse finanziarie del CNR
La maggior parte delle entrate del CNR proviene dallo Stato, che nel 2000 ha contribuito con 544.345.571,64 euro destinati all’attività istituzionale (erano 543.312.657,84 nel ’99); 189.539.681,97 euro vengono invece dal mercato. Se si considerano poi altre entrate il bilancio complessivo ammonta a 765.389.124,5 euro.
Il raffronto con gli altri organismi di ricerca
Sotto il profilo quantitativo, il CNRS francese supera tutti con le sue 25.032 unità di personale, seguito da Max Planck tedesco (11218), e CNR (7.377); il Consiglio Nazionale delle Ricerche, tuttavia, può contare, fatta eccezione per la Francia, su un numero più consistente di ricercatori (2845, contro i 1494 del Max). Molto interessante il paragone relativo alla produttività 2000: tenendo conto del numero di pubblicazioni JCR (Journal of Citation Report) per singola unità di personale, di quelle censite cioè a livello internazionale, il CNR (1,79) viene prima del CNRS (1,43) e segue il Csic (1,83) e il Max Planck (2,2). Va sottolineato comunque che ben il 40% dei ricercatori CNR ha almeno 1 pubblicazione su una rivista scientifica internazionale.
Il CNR e la cooperazione internazionale
Sul piano operativo meritano di essere segnalati l’adesione del CNR al MeDiterranean Global Ocean Observing System, un programma di implementazione dell’oceanografia nel bacino del Mediterraneo e la conclusione di una convenzione con il National Research Council dell’Indonesia per avviare progetti nei settori industria, biotecnologie e microelettronica. Continua intanto l’attenzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche verso le grandi infrastrutture della ricerca: la connessione con le reti VLBI per Radioastronomia, il laboratorio EMMA di Monterotondo, lo spettrometro TOSCA operante dal 1999 presso la sorgente neutronica pulsata ISIS (UK) e l’istituzione di una apposita società a responsabilità limitata di diritto spagnolo per il funzionamento e l’utilizzazione di THEMIS, il grande telescopio eliografico italo-francese per lo studio del magnetismo solare installato a Tenerife, il Sincrotone europeo di Grenoble e il Laboratorio Elettra del Sincrotrone di Trie