“Oltre a rappresentare il momento di massimo rigoglio del ondo classico occidentale, la civiltà romana ha influenzato profondamente l’evoluzione dell’intero Occidente. Quasi nello stesso periodo storico nell’antica Cina il Primo Imperatore unificè i cosiddetti ‘regni combattenti’ e fondè un Impero unitario a controllo centralizzato. La successiva dinastia Han consolidò il sistema politico della dinastia Qin e divenne un potente Impero economicamente prospero. In quell’epoca la civiltà cinese conobbe un notevole sviluppo contribuendo in modo sostanziale all’evoluzione della civiltà orientale. La Via della Seta, aperta nel secondo secolo a. C., collegò i die grandi Imperi, le cui civiltà poterono così cominciare a interrelarsi, esercitando un’influenza di vasta portata sul progresso della civiltà umana nella sua totalità.” Con queste parole Shang Jixiang ( Direttore Generale State Administration of Culture Heritage Repubblica Popolare Cinese) introduce la grande mostra ‘ I DUE IMPERI ‘ a Palazzo Reale, incentrata sull’Impero Romano e il Primo Impero Cinese (le dinastie Qin e Han, 2° secolo a. C. – 4° secolo d. C.), nata in stretta collaborazione tra questa importante Istituzione cinese e il Ministero per i Beni e le Attività culturali della Repubblica Italiana. Vengono così accostati i due più grandi Imperi della Storia mostando le rispettive nascite, i rispettivi sviluppi, la vita quotidiana, la società, per un confronto anche culturale, scientifico ed artistico. Alla realizzazione di questo vero e proprio evento hanno partecipato le pi importanti sedi mussali italiane e cinesi (quasi 50) con oltre 450 oggetti; la parte italiana a cura del Prof. Stefano De Caro (Direttore Generale per i Beni Archeologici del MIBAC), mentre la sezione cinese dal Prof. Xu Pingfang ( Responsabile dell’Istituto di ricerca archeologica dell’Accademia Cinese di Studi sociali, Direttore della Società Cinese di Archeologia, capo editore dello ‘Yanjing Xuebao) con prestiti prestigiosi da bel 36 musei cinesi e pezzi mai usciti da quel territorio nazionale. Le dinastie Qin e Han e l’Impero Romano ebbero un ruolo di enorme importanza nell’antichità e gettarono quindi le basi di strutture politiche e sociali valide ancora oggi. Entrambi si consideravano al ‘centro del mondo’: l’ ‘Orbis Terrarum’ dei Romani e il ‘Tianxia’ (tutto quello che sta sotto il cielo’) per i cinesi, con un curioso destino comune: la rispettiva fine delle loro gesta causata da invasioni di popoli denominati ‘Barbari’. Il percorso della mostra è suddiviso in otto sale, vediamole in sintesi. SALA 1) Le dinastie Qin e Han: Un pregevole modello di torre alto più di due metri in terracotta invetriata e di due case monumentali, simbolo dell’archeologia di quei luoghi; statue, bronzi, lampade ed altri oggetti, quali corredo funerario per l’aldilà. SALA 2) L’ormai celebre ‘Esercito di terracotta’: 9 guerrieri degli oltre 8000 rinvenuti dagli scavi archeologici, fatti realizzare dal Primo Imperatore della dinastia Qin come sorta di ‘guardiani’ della sua tomba. SALA 3) Tessuti preziosi: broccati, vesti, guanti, stoffe di seta, la più preziosa delle quali dalla necropoli di Mawangdui con la più antica raffigurazione di Taiyi, una delle massime divinità del periodo precedente la dinastia Qin, definito degli Stati Combattenti (453-221 a. C.) SALA 4) L’Impero Romano: statue in marmo, busti, monete, iscrizioni, rilievi dai più importanti musei archeologici italiani, testimonianza del potere nell’Antica Roma. Tra i pezzi più significativi la ‘Statua coricata del principe Giulio Claudio’, la ‘Statua di giovane pugilatore’, una ‘Testa di nero’ e due statue raffiguranti la Dea Afrodite. In una parte della stessa sezione è considerata la Milano romana, l’antica Mediolanum originata nel quinto secolo avanti Cristo. SALA 5) Ritorno in Oriente e al rapporto tra religione e aldilà: reperti importanti come il vestito di giada, l’albero delle monete e il sarcofago abbellito in tarsi di giada e lacca. SALA 6) Di nuovo a Roma: il commercio, l’agricoltura, la pesca e il gioco, qui rappresentato da esempi di dadi (anche uno ‘truccato’), pedine, lastre ed altri elementi di svago. SALA 7 e 8) Gli apparati decorativi della casa, la Domus romana: pregevoli affreschi staccati, specialmente da Ercolano e Pompei, sepolte dalla terribile eruzione del Vesuvio nel ’79 d. Cristo. Tra i mosaici spicca quello di Eracle con gli amorini dai Musei Capitolini di Roma. Nell’ultima parte della Sala 8 troviamo argenti, servizi da banchetto, o da mensa, utensili da cucina (mestoli, bracieri, padelle), corredi, oggetti di uso femminile come pettini, spille, specchi e pietre preziose come smeraldi e perle. Questa grande rassegna, organizzata da Palazzo Reale di Milano e Mondomostre, ha con il notevole contributo di Credit Suisse, ha avuto come prima tappa il Beijing World Art Museum di Pechino nel 2009 ( in occasione del 60mo anniversario della costituzione della Repubblica Popolare Cinese), quindi al Luonyang Museum nell’omonima città tra fine 2009 ed inizio 2010; dopo Milano si trasferirà a Roma ed inaugurerà di fatto l’anno della Cina in Italia dal prossimo 6 Ottobre 2010 alla Curia del Foro Romano e al Colosseo. La mostra è corredata da un esaustivo catalogo pubblicato da 24 Ore Motta Cultura – Gruppo 24 Ore, con marchio Federico Motta Editore. .Così afferma Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano: “Se un Impero si definisce tale per il fatto di esercitare il potere su di un territorio esteso che trascende popoli e culture diversi per appartenenza rispetto alle origini dell’Impero medesimo, allora ciò che qui resta dei due Imperi è l’idea di un’arte al potere per la felicità della nostra memoria e immaginazione. Così la Cina e Roma ci appaiono due Imperi pacifici, per scelta disarmati, che si fanno conquistare dai nostri occhi e dai nostri cuori, assetati di bellezza.” Queste parole a mio parere si collegano perfettamente con quello di Shan Jixiang: “Mentre nell’antichità le due grandi civiltà hanno interagito strettamente, confidiamo che oggi le culture dell’Oriente e dell’Occidente possano collaborare secondo il principio dell’ ‘unità nella diversità’, per facilitare il cammino della pace e del progresso e creare un mondo migliore e più armonioso per tutto il genere umano.” Palazzo Reale – Piazza Duomo, Milano Fino al 5 Settembre 2010; orari: lun 14.30-19.30; mart, mercol, ven, dome 9.30-19.30; giov e sab 9.30-22.30; ingresso: intero 9 Euro, ridotto 7.50 Euro, ridotto speciale 4.50 Euro Infoline e prevendite: Tel. 02-54911; prenotazioni visite guidate, gruppi e scuole: Ad Artem: Tel. 02-6597728; www.adartem.it; www.mondomostre.it ; www.comune.milano.it/palazzoreale Fabio Giuliani
| |
|