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Ravenna
I PRERAFFAELLITI – IL SOGNO DEL ‘400 ITALIANO
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Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones
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Fonte: Fabio Giuliani - (Foto-Video Giornalista-pubblicista)
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La città di Ravenna è nota per le sue mostre indagatrici: ricordiamo con emozione quelle dedicate ultimamente a Roberto Longhi, Francesco Arcangeli e Corrado Ricci, che hanno non poco arricchito la cultura mondiale sviscerando problemi critici e storici di capitale importanza. Ora, con questa mostra, la prima in Italia organizzata sul movimento nel suo complesso, il Museo d’Arte di Ravenna indaga il ruolo artistico e culturale che ebbe il nostro Paese per diversi artisti in Inghilterra nella seconda metà del 19mo secolo, in risposta all’accademismo ufficiale per recuperare un’arte spontanea ed ispirata alla natura come era quella dei pittori precedenti a Raffaello, iniziatore del ‘classicismo’. La ‘Confraternita Preraffaellita’ nasce nel 1848, capitanata da William Holman Hunt con Dante Gabriel Rossetti ed Edward Burne-Jones, con l’intento di rinnovare la pittura con un ritorno al Medioevo. La principale fonte d’ispirazione fu per loro l’arte e la letteratura italiana del Trecento con la ‘Divina Commedia’ e la ‘Vita Nova’ di Dante nonché le opere di Shakespeare ambientate da noi. I curatori, Claudio Spadoni, Colin Harrison e Christopher Newal, con 150 opere tra dipinti, incisioni, disegni ed acquerelli provenienti da tutta Europa, documentano dunque gli stretti legami dei ‘Preraffaelliti’ con l’Italia mettendo in luce anche l’influenza esercitata su di loro dal poeta scrittore disegnatore John Ruskin, loro sostenitore, presente in mostra con alcuni suoi splendidi disegni, innamorato fin dall’adolescenza dell’Italia dove venne più volte e del nostro sommo poeta Dante, da lui definito “uomo cardine della scena mondiale, capace di coniugare in perfetto equilibrio qualità creative, morali ed intellettive nella loro massima espressione.” E proprio all’Alighieri si ispirano le migliori opere di Dante Gabriel Rossetti (come ‘Paolo e Francesca’). La prima parte dell’esposizione è dedicata a dipinti di autori antecedenti a Raffaello come Beato Angelico, Perugino, Taddeo di Bortolo, Timoteo Viti e alle incisioni di Lasinio, particolarmente importanti per i ‘Preraffaelliti’. Seguono oltre 130 artisti del movimento. Molti di questi visitarono l’Italia con l’intento di studiare la natura e di documentare l’architettura e le opere d’arte perché fossero poi conosciute in Inghilterra. Frederic Leighton vi rimase tre anni dipingendo poetiche vedute e definendo l’Italia “giardino del mondo”. Una menzione particolare merita D. G. Rossetti, di origine italiana, figlio di un rifugiato politico; egli, che tanto l’amava, non potè mai visitare l’Italia e quindi conobbe la nostra pittura di Beato Angelico, Leonardo e Mantegna al Louvre, fu arteficie infine di una virata verso il Rinascimento e l’estetismo. Altro artista italiano presente in mostra è Giovanni Costa (Nino): romano, patriota, venne in contatto con il gruppo inglese e, dopo viaggi a Londra e a Parigi, si stabilì poi a Firenze. Nel 1883 un gruppo di pittori d’oltremanica formò qui la scuola etrusca di cui egli fu leader; secondo la loro poetica i paesaggisti dovrebbero andare oltre la mera riproduzione del naturale per ambire ad una rappresentazione astratta e simbolica di un luogo fisico verso il quale l’artista prova attaccamento. A lui è stata dedicata lo scorso anno una bella ed esaustiva mostra intitolata ‘Nino Costa e il paesaggio dell’anima. Da Corot ai Macchiaioli e il Simbolismo’ presso Castello Pasquini di Castiglioncello (Livorno). “Fresche le mie parole ne la sera / ti sien come il fruscìo che fan le foglie / del gelso ne la man di chi le coglie / silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta / su l'alta scala che s'annera / contro il fusto che s'inargenta / con le sue rame spoglie / mentre la Luna è prossima a le soglie / cerule e par che innanzi a sè distenda un velo / ove il nostro sogno giace / e par che la campagna già si senta da lei sommersa nel notturno gelo / e da lei beva la sperata pace senza vederla.” Subito mi sono venuti in mente questi versi con cui Gabriele D’Annunzio inizia la bellissima poesia ‘La sera fiesolana’, osservando l’altrettanto poetico dipinto di William Holman Hunt ‘Festa a Fiesole (1868). La mostra termina con i cartoni e i disegni per la prima volta esposti, realizzati da Burne-Jones per la decorazione a mosaico della chiesa dentro le Mura a Roma. Il sindaco di Ravenna, con il ricordarci che la città è stata l’ultimo asilo di Dante, ed è la gelosa custode della sua tomba, considerata la grande suggestione suscitata nei Preraffaelliti dal sommo poeta, afferma, a nostro avviso convincentemente, che non a caso questa mostra si svolge qui. Questo evento, sostenuto dalla Cassa di Risparmio di Ravenna, è promosso dal Comune cittadino e dal MAR insieme all’ Ashmolean Museum – University of Oxford, dove si sposterà dal 15 Settembre al 5 Dicembre 2010. Nel catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, oltre a tutte le opere presenti in mostra, presenta i contributi di Maurizio Isabella, "Rapporti storici e politici tra Italia e Gran Bretagna nel XIX secolo"; Martin McLaughlin, "L'interesse per la letteratura italiana nella cultura inglese del XIX secolo"; Claudio Spadoni, "I maestri italiani del XIV e XV secolo"; Colin Harrison, "La riscoperta dei primitivi"; Christopher Newall, "I Preraffaelliti e l'Italia".MAR Museo d’Arte della città di Ravenna – Via di Roma 13, Ravenna Fino al 6 Giugno 2010; Orari: lunedì - giovedì 9-19; venerdì 9-21; sabato e domenica 9-19 biglietti: intero 8 Euro, ridotto 6 Euro, studenti Accademia e Università, insegnanti 4 Euro Tel. 0544-482477 / 482356; www.museocitta.ra.it Fabio Giuliani
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