“Una mostra per funzionare deve essere allo stesso tempo didattica ed emozionale. Didattica perché le opere fondamentali devono essere presenti, immediatamente percepibili, eminenti e centrali nel percorso; emozionale perché compito della mostra è quello di toccare la memoria e il cuore…” Così Antonio Paolucci, co-curatore con Lionello Puppi ed Enrico Maria Dal Pozzolo, esordisce presentando la mostra di Giorgione (forse1477-1510), aggiungendo che, chi entra in Castelfranco, dopo avere attraversato una campagna ancora miracolosamente intatta, incontrando le mura della città si rende conto di essere già nell’aria e nei colori di Giorgione. Ora, la sua città natale, nella casa dove probabilmente abitò (ora appunto Museo Giorgione), con inizio a fine 2009 e per tutto il 2010 celebra il 500mo anniversario della morte con una mostra ricca di studi su questo gigante dell’arte di cui pochissimo conosciamo, cercando di individuarne radici e derivazioni; per questo sono presenti circa 100 opere a fare da contorno alle sue pochissime conosciute. Vediamo di lui il triste ‘Saturno in esilio’, (dalla National Gallery di Londra), in un paesaggio animato; ‘Mosè alla prova del fuoco’, dagli Uffizi di Firenze, con la sua luce proveniente dall’alto e, sempre dagli Uffizi, il ‘Giudizio di Salomone’; la ‘Madonna col Bambino nel paesaggio’ (dall’Ermitage di San Pietroburgo), madre affettuosa e pensosa in simbiosi con la natura; ‘Idillio campestre’ e ‘Leda e il cigno’ (dai Musei Civici di Padova); l’affresco con il fregio dipinto in questa sua casa, chiara dimostrazione della sua cultura umanistica ed astrologica, naturamortista ante litteram; ‘Le tre età dell’uomo’ (da Firenze, Palazzo Pitti); ‘Ritratto di arciere’ (dalla Galleria Nazionale Scozzese di Edimburgo); il ‘Doppio ritratto’ (dalla Galleria Nazionale di Roma); ‘Alabardiere con un'altra figura’ (dal Kunshistorisches Museum di Vienna); la ‘Tempesta’ (dalla Galleria dell’Accademia di Venezia), e qui mi piace ricordare Giorgione come l’ho imparato dal mio professore di Storia dell’Arte, Oreste Marini, che dedicò un’intera lezione a questa tavoletta mettendone in rilievo la portata rivoluzionaria, spiegandoci come qui l’aria diventa elemento tangibile dipinta nella sua consistenza materica, quest’aria attraversata dalla luce improvvisa del fulmine, vero soggetto del quadro, che non permette di vedere tutta la scena, ma ci spinge ad intuire, ad entrare nel mistero della realtà. Tutta la pittura veneta e non solo gli è debitrice di questa novità – creazione dell’atmosfera, Impressionismo compreso; ‘Filottete a Lemno’ (dalla National Gallery di Londra) con il suo tramonto vero soggetto del quadro. Seguono alcuni dipinti attribuiti ed opere di autori più o meno legati a lui, precursori o segaci della sua rivoluzione pittorica, fra cui Vincenzo Catena, Giovanni Bellini, Sebastiano del Piombo, Cima da Conegliano (imminente l’inaugurazione di una mostra a lui dedicata appunto nella vicina città natale), Tiziano, Boccaccio Boccaccino, Lorenzo Costa, Andrea Previtali, Palma il Vecchio. La mostra termina con volumi illustrati, xilografie, oggetti d’arte dell’epoca. Ma la visita non finisce qui: infatti è fondamentale recarsi nell’attigua piazza in Duomo per vedere il suo capolavoro, la Pala con la ‘Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Nicasio’, quest’ultimo, secondo Paolucci, “il soldato più triste di tutta la storia dell’arte”. Terminiamo con quanto scrisse Gabriele D’Annunnzio all’interno del suo romanzo autobiografico ‘Il fuoco’ (1898, dedicato alla sua relazione con Eleonora Duse): “…Io veggo Giorgione imminente su la piaga meravigliosa, pur senza ravvisare la sua persona mortale; lo cerco nel mistero della nube ignea che lo circonfonde. Egli appare piuttosto come un mito che come un uomo. Nessun destino di poeta è comparabile al suo, in terra. Tutto, o quasi, di lui s’ignora; e taluno giunge a negare la sua esistenza. Il suo nome non è scritto in alcuna opera; e taluno non gli riconosce alcuna opera certa. Pure, tutta l’arte veneziana sembra infiammata dalla sua rivelazione…” Il poderoso catalogo della mostra (co-prodotta dal Comune di Castelfranco e Villaggio Globale International) è pubblicato da Skira. L’amministrazione comunale ha voluto aggiungere a questo evento una mostra collaterale alla galleria del teatro accademico esponendo le opere di 15 pittori del paesaggio veneto tra Otto e Novecento, fra cui spiccano un geniale, innovativo Gino Rossi e l’elegiaco Pio Semeghini, con relativo catalogo a cura della Galleria Flaviostocco. Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale, Castelfranco Veneto (Treviso) Fino al 11 Aprile 2010; orari: tutti i giorni 9-19 (la biglietteria chiude a 18.30) www.giorgione2010.it Call Center: 800.904447 (dall’estero +39 049 2010076) Visite ed attività per le scuole con prenotazione obbligatoria Informazioni turistiche: Ufficio IAT Castelfranco Veneto, Tel. 0423-491416
Fabio Giuliani
| |
|