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Le camicie? Rosse, come la rivoluzione
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Simbolo e metafora di un atteggiamento e di un modo di pensare disinvolto, anticonformista, disinibito, provocatorio, fa da sponda al personaggio Garibaldi e alla sua ‘camicia’, che pare non potesse che essere rossa.
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Fonte: CNR - (Ufficio Stampa)
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Simbolo e metafora di un atteggiamento e di un modo di pensare disinvolto, anticonformista, disinibito, provocatorio, fa da sponda al personaggio Garibaldi e alla sua ‘camicia’, che pare non potesse che essere rossa. Era nel suo destino. L’Eroe dei Due Mondi nasce il 4 luglio 1807 e muore il 2 giugno 1882. “Le date della nascita e della morte, fondamentali nella storia di ogni uomo, in quella del personaggio Garibaldi risultano legate a simboli solari e associati a prevalenza di colori ‘caldi’, come il rosso e il giallo”, osserva Maria Paola Graziani psicologa del Cnr, “quasi una premonizione del rosso di quella camicia ‘alla garibaldina’ che, fin dalla sua prima apparizione a Montevideo, è diventata simbolo di ribellione e rivoluzione”.“Il colore è illusione, in quanto non è una grandezza fisica ma una sensazione”, spiega la ricercatrice del Cnr, “e, anche se a partire da Newton è diventato materia di ‘scienza’, parte dei suoi misteri restano ancora tali nonostante le tante notizie storiche, religiose e di costume che accompagnano da millenni l’interesse dell’uomo verso il colore, si siano arricchite di studi sperimentali”. Interessanti quelli che hanno dimostrato che la luce, secondo regole fisiche molto precise, genera un impulso elettrico che, raggiunte le zone del cervello adibite alla visione, forma una sensazione di colore. Riducendo centinaia di anni di studio in poche righe, si può dire che il colore è l’indicatore di emozioni che danno concretezza alle sensazioni ‘colorandole’ di volta in volta di rosso, blu, giallo, verde, interpretabili in modi diversi a seconda della cultura, storia, personalità. “Il rosso è una ‘tinta’ presente nel lessico di quasi tutte le culture, simboleggia forti emozioni espresse nelle frequenti associazioni che lo legano a concetti o forme relativi a sangue, forza calore, passione, fuoco, vitalità, intuizione, coraggio, ambizione”, sottolinea Graziani. “Fisiologicamente, in sede sperimentale, la sua prolungata percezione aumenta la pressione arteriosa e la temperatura corporea, per cui si potrebbe anche determinare, per un suo eccesso, ansia e agitazione (al contrario di ciò che accade in presenza di tinte ‘fredde’ della gamma verde e blu). In alimentazione, fa ‘aumentare’ i comportamenti di consumo, è spesso associato al concetto di ‘caloria’ e, in occidente, al gusto dolce. Agisce da stimolo per comportamenti attivi e di progetto, favorisce situazioni di relazione verso l’ambiente esterno. Non è un caso che venga usato in gran parte degli arredi dei fast food e nelle divise degli addetti alla ristorazione. Ma, per contro, è anche associato a tendenze opposte come il demonio, il tradimento, il pericolo”. A conti fatti il rosso si ‘addice’ a Garibaldi. In realtà, secondo alcune fonti, sembra che Garibaldi, nel 1843 a Montevideo, avesse adottato la camicia rossa come segno distintivo della Legione italiana non tanto per spirito rivoluzionario, ma piuttosto per motivi utilitaristici. Una casa commerciale di Montevideo aveva offerto, infatti, alla Legione, a prezzi vantaggiosi, un fondo di camicie rosse destinate ai ‘saladeros’, gli operai dei grandi macelli degli stabilimenti di carne salata di Ensenada e di altre piazze argentine che, a causa dell’assedio di Montevideo, non potevano essere raggiunte. Qualunque siano state le motivazioni della scelta, quella camicia rossa ha rappresentato un simbolo: da allora, la volontà di riscatto e le emozioni dei rivoluzionari si identificano con l’icona dell’intrepido generale che indossa quella camicia rossa. Inoltre, “la camicia è un oggetto ‘cult’ ed è distintivo dell’iconografia di molti personaggi storici”, precisa Graziani, “e, in questa accezione, agisce da pelle, maschera, ed è un simbolo a prescindere dal colore. Che sia quella bianca dalle larghe maniche di Rodolfo Valentino o la classica ‘Oxford’ di Humphrey Bogart, l’oggetto-camicia ha a lungo avvolto e racchiuso in un tutt’uno, schema e immagini dei corpi, creando, nell’immaginario collettivo, simboli più reali dei fatti”. Così è accaduto per la rossa camicia di Garibaldi che, ancora oggi, come un metaforico ‘lenzuolo’, conserva intatto un moderno, affascinante mito, che ha “teneramente” avvolto e conservato arricchendolo di emozioni.
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