COMUNICATO STAMPA
FECONDAZIONE ASSISTITA: proposta una soluzione per riunire gli schieramenti contrapposti.
Prof. ermanno greco: "e’possibile conciliare l’etica e la scienza.
Roma, 5 dicembre 2003
Il professor Ermanno Greco, direttore del Centro di Medicina e Biologia della Riproduzione dell’European Hospital di Roma, in seguito al suo intervento nella trasmissione televisiva “Porta a porta”, in diretta il 4 dicembre in seconda serata, che ha trattato l’argomento della legge per la regolamentazione della fecondazione in vitro, commenta:
“Credo che la mia proposta del congelamento dell’ovocita fecondato possa costituire veramente il terreno nel quale gli schieramenti opposti verso la legge in discussione possano convergere, riuscendo così a mettere fine a polemiche che sono, oltre che inutili, anche dannose nei confronti dello stato di ansia con il quale tante coppie bisognose di questa tecnica stanno tempestando di telefonate i centri di riproduzione assistita per essere informati sull’evoluzione della discussione in corso."
"Infatti - continua il professore - queste coppie sono tutte molto preoccupate perché temono che una legge così concepita possa diminuire realmente le loro possibilità di successo nell’ottenere una gravidanza. Ci sono indubbiamente dei punti fondamentali che andrebbero chiariti. Primo fra tutti, la limitazione alla formazione di tre embrioni va discussa con molta chiarezza."
"Limitare a tre il numero di uova da fecondare - spiega Ermanno Greco - corrisponde ad una possibilità di ottenere solo 1,5 embrioni per tentativo. Da ciò avremmo una drastica riduzione delle possibilità di successo della fecondazione in vitro, che passerebbero dal 30% attuale (per donne al di sotto dei 30 anni) fino all’8-10%. Ciò significherebbe anche un aumento del numero di tentativi a cui la donna dovrebbe sottoporsi per ottenere una gravidanza, che passerebbe da una media di 3 fino a 7-8, con conseguenze indubbiamente molto pesanti sullo stress psichico della donna (già sempre molto compromesso in questi casi) e, purtroppo, anche sulla sua salute fisica."
"Dal momento che tutte le problematiche nascono dal fatto di considerare l’embrione un’entità già formata, il congelamento dell’ovocita 18 ore dopo la penetrazione dello spermatozoo nel suo interno rappresenta certamente l’unica soluzione. In quel momento, infatti, i due patrimoni genetici maschile e femminile sono ancora del tutto separati, e sono quindi ancora da considerarsi, dal punto di vista genetico, ancora come un ovocita ed uno spermatozoo e non una nuova entità. Oltre a ciò, è stato scientificamente dimostrato che l’utilizzo della tecnica del congelamento degli ovociti fecondati è capace di aumentare in maniera statisticamente significativa la percentuale di successo per ciclo di stimolazione, riuscendo così a ridurre il numero di cicli necessari e con grande influenza positiva sull’ansia e lo stress conseguenti al trattamento. A riprova di ciò, ricordiamo che questa tecnica è già consentita in altri paesi europei (Germania, Svizzera, Austria) ed è stata solidamente provata da studi clinici rigorosi anche per quanto riguarda lo stato di salute del nascituro."
"Al contrario la tecnica del congelamento degli ovociti, che si vorrebbe spacciare come sostitutiva del congelamento degli embrioni, è ancora sperimentale e si sta valutando l’entità dei danni che il congelamento produce sugli ovociti. Pertanto, in questo caso anche lo stato di salute dell’eventuale nascituro rappresenta a tutt’oggi ancora un punto interrogativo. Non solo, ma oltre a ciò le percentuali di successo effettivo con questa tecnica sono ancora troppo basse per poterla considerare sostitutiva del congelamento embrionario. Infatti, anche nei casi in cui l’embrione si formi, sono ancora scarse le percentuali del suo effettivo impianto in utero (5% circa)."
"Per concludere - afferma infine Ermanno Greco - direi che dovremmo evitare le ipocrisie, poiché la soluzione esiste, c’è un sistema per mettere tutti d’accordo, basta che si decida di sedersi intorno ad un tavolo e discuterne, tornando quindi a dare una speranza a tutte quelle persone che non cercano altro che di soddisfare una delle esigenze prioritarie della loro vita."
UFFICIO STAMPA
Rossana Tosto
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