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Localizzate fuori dal centro. In zone poco conosciute e
non facilmente raggiungibili. Sono frequentate per lo più da
stranieri e, spesso, hanno vita breve. Ecco una mappa delle più
significative e
consolidate |
| di Laura Daverio |
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| Mai un luogotenente di Yuan Shikai, primo presidente
della tormentata repubblica cinese seguita alla caduta
dell'impero nel 1911, avrebbe sospettato che la sua dimora a
fianco del Palazzo imperiale avrebbe ospitato a fine secolo
mostre d'arte d'avanguardia. Neanche i coniugi Lee, una delle
tante famiglie abbienti fuggite negli Stati Uniti dopo la
presa al potere dei comunisti nel 1949, avrebbero immaginato
che 40 anni dopo il figlio Handel sarebbe tornato a Pechino
come avvocato di successo in una Cina totalmente trasformata e
realizzasse il sogno di creare una galleria d'arte
contemporanea. Eppure tutto è andato esattamente così. Handel
Lee ha comprato l'ex |
Veduta esterna della Red
Gate Gallery | residenza del luogotenente,
trasformata nel frattempo in fabbrica, inaugurando nel 1997 la ormai
celebre Galleria Courtyard, una delle più attive a Pechino. Figlio
di una pittrice e collezionista d'arte, Lee ha così creato uno
spazio adeguato gestito da personale professionista in un campo che
ne ha sempre sofferto la carenza. In effetti la maggior parte degli
artisti, ancora oggi, si trova a gestire la carriera senza conoscere
le regole del mercato, le opere non vengono catalogate, le mostre
nascono in gran parte improvvisate, in mancanza di promozione e
spesso gli unici visitatori risultano essere solo un gruppo di
amici. La confusione che ne deriva disperde l'interesse di critici
di arte, collezionisti e curatori che si trovano di fronte a uno
scenario estremamente diversificato e privo di strutture locali di
riferimento. I primi pionieri del settore sono stati per lo più
stranieri che negli ultimi 10 anni si sono trasferiti in Cina,
principalmente a Pechino, cominciando a creare delle strutture e
promuovere la scena artistica all'estero. Brian Wallace,
australiano, ha recentemente festeggiato il decimo anniversario
della galleria da lui fondata, la Red Gate Gallery, con sede a
dongbiamen, storico edificio d'epoca Ming ora di proprietà statale.
Uno strano connubio tra avanguardia e ufficialità in un paese che
vede ancora con sospetto i movimenti artistici fuori dai percorsi
tradizionali. "In realtà la nostra presenza qui è ben vista", spiega
Wallace,
 Esterno della Courtyard
Gallery
|
"attiriamo molti stranieri che vivono a Pechino, oltre
che clienti di passaggio. In questa maniera promuoviamo i
nostri artisti insieme a un monumento classico che altrimenti
rimarrebbe ignorato dai consueti itinerari turistici". In
effetti, tutti gli altri spazi dedicati all'arte contemporanea
sono localizzati in aree lontane da quelle più frequentate del
centro o da quelle gremite da turisti, spesso si trovano in
zone poco conosciute e per questo non facilmente
raggiungibili. Negli ultimi due anni, in particolare, l'area
nord-est della città ha visto moltiplicarsi la
| presenza di artisti e ampi spazi espositivi, anche in seguito
al trasferimento in zona di una sede dell'Accademia delle belle
arti. Attraversata dall'autostrada che conduce all'aeroporto, si
tratta perlopiù di terreno non ancora sfruttato dal mercato
edilizio. È una condizione destinata a cambiare a breve in base al
nuovo piano urbanistico di Pechino che prevede mutamenti radicali in
vista delle Olimpiadi del 2008 e che ha già destinato queste zone
alla costruzione di nuovi palazzi e ville di un'ennesima zona
residenziale. Nell'attesa che tutto questo cambi è ancora possibile
usufruire di grandi spazi non disponibili in città, anche se su ogni
progetto incombe il rischio di un avviso di sfratto che faccia
strada all'arrivo di ruspe impegnate a cambiare il volto dei
quartieri. Proprio qui un anno fa è stata inaugurata la nuova sede
della galleria China Art Archives and Warehouse (circa 500 metri
quadrati di spazio espositivo), fondata da Hans van Dijik,
gallerista olandese estremamente attivo da oltre dieci anni, in
collaborazione con Ai Weiwei, artista e curatore cinese tornato a
Pechino nel 1993 dopo aver vissuto dodici anni a New York.
| A pochi chilometri di distanza sorge il centro d'arte
Mustard Seed, diretto da Li Zhenhua, promotore indipendente di
eventi musicali, esibizioni d'arte, opere teatrali. Oltre a
uno spazio di 300 metri quadrati destinato alle esposizioni,
il centro prevede una serie di abitazioni-studio in affitto ad
artisti e una fabbrica di mobili per una superficie totale di
circa 10.000 metri quadrati. La stessa galleria Red Gate ha in
gestione uno di questi appartamenti per un progetto chiamato
"Artist Residency Program" che permette ad artisti stranieri
di risiedere per un breve periodo a Pechino e avere
l'occasione di vivere a contatto con artisti locali. Mustard
Seed, che non ha fini commerciali, |
 Installazione alla Mustard
Seed Gallery
| concentra le attività sull'opera
di giovani artisti
che si esprimono prevalentemente attraverso mezzi multimediali. Le
emozioni pare non siano più il corredo biologico innato, bensì
un'espressione costruita attraverso artifici strumentali e mentali.
I confini tra realtà e finzione si eludono continuamente come nel
"mondo etereo", mistico di Mariko Mori, carico di simboli, di
storia, e nel contempo terreno per la seducente perfezione delle
immagini rubate alla tecnologia. È un invito a entrare e a rischiare
di perdersi in terre desertiche e grotte colme di promesse. Meno
fortuna ha avuto il complesso Secret Garden, di proprietà del
musicista rock Wu Yuntao e della moglie Lisa Minder. Entrambi amanti
dei mobili cinesi, hanno creato uno show room di mobili restaurati o
costruiti su loro design, affiancandolo a una seconda attività di
ristorazione. Parte dello stesso complesso è uno spazio dedicato
all'arte contemporanea non-profit. "Non abbiamo fatto pubblicità"
spiegano i coniugi, "volevamo che la gente frequentasse il nostro
locale per cercare un'atmosfera più raccolta, lontano dal caos
cittadino. Abbiamo creato uno spazio che offrisse un'occasione di
avvicinarsi al mondo dell'arte contemporanea cinese, ancora
inesplorato da molta gente che vive a Pechino". Parlano già al
passato. Per loro l'avviso di sfratto è arrivato solo dopo 3 mesi
dall'apertura e ora già pensano a una nuova locazione dove
ricostruire il progetto. Spesso sono gli artisti stessi, dunque, a
creare nuovi spazi per l'arte, ognuno seguendo una sua strada
personale. Tra gli altri Lin Tianmiao, che ha vissuto a New York per
8 anni, ha creato in società con il fratello un locale notturno che
conciliasse vita mondana e proposte artistiche.
The Loft è
un locale notturno che concilia vita mondana e proposte artistiche,
contando sui guadagni ricavati dalla
ristorazione
Inaugurato nel 1999, il Loft è
diventato nel giro di poche settimane dalla apertura uno dei ritrovi
più ricercati dal popolo della notte. Bar, ristorante e discoteca
sono gestiti dal fratello, mentre a Lin Tianmiao è affidata
l'organizzazione di attività artistiche su una superficie espositiva
di circa 600 metri quadrati. Esibizioni che arricchiscono il già
fitto programma che accompagna le serate del Loft con concerti dal
vivo, proiezione di film, spettacoli teatrali, conferenze, ecc...
"Il locale conta sui guadagni ricavati dalla ristorazione" spiega
l'artista, "in questa maniera posso organizzare il mio calendario di
manifestazioni senza pressioni economiche, senza preoccuparmi della
potenzialità commerciale di questo o quell'artista. In effetti il
locale è stato creato per lasciare spazio a mostre per lo più
multimediali che scarsamente trovano mercato". Il mercato però
esiste, anche se per molti aspetti ancora immaturo. Un eccessivo
ottimismo giustifica la continua apertura di gallerie dal destino
breve perché "il mondo dell'arte in Cina è un investimento a lungo
termine", spiega Ingrid Dudek della Courtyard Gallery, "I clienti
sono in maggioranza stranieri, residenti o turisti, che pensano alla
Cina come a un paese dove tutto è economico e ogni merce ha un
prezzo da contrattare. È importante, invece, promuovere l'immagine
dell'arte cinese, far sì che sia indipendente dal contesto locale ed
emerga per il suo valore internazionale". Dalla Red Gallery Brian
Wallace lancia dei segnali positivi proprio in riferimento al
mercato. "Anche se la maggior parte dei clienti sono ancora
stranieri, è già emersa la presenza di collezionisti cinesi che,
fino a pochi anni fa, preferivano cercare solo contatti diretti con
gli artisti. Ora cominciano a farsi vedere e a fidarsi del nostro
lavoro". E di lavoro ne è stato fatto molto in questa città
complessa che non ama forme di espressione individuale fuori dagli
schemi, ma allo stesso tempo continua a offrire nuovi spazi e
occasioni di sviluppo. E a tutt'oggi si conferma meta favorita per
centinaia di artisti da tutto il paese.
Spazi
d'arte: dove sono
China Art Archives and
Warehouse Est di Tiedao Qiao, Cao Changdi Cun, Chaoyang District.
Tel. 010-84565152. http://www.archivesandwareshouse.com/
Courtyard
Gallery B/F, 95 Donghuamen Dajie, Dongcheng District.
Tel.
010-65268882. http://www.courtyard-gallery.com/
The
Loft 4, Gongti Beilu, Chaoyang District. Tel.
010-65017501.
Mustard Seed Gallery Di fronte al Wang Jing
Storeroom, Lai Guangying Donglu, Jing Shun lu, Faijia Cun,
Cuige Zhuangxiang, Chaoyang District. Tel. 010-64364785. http://www.msgp.yeah.net/
Red Gate
Gallery 4/F Dongbianmen Watchtower, Chongwen District.
Tel.
010-65251005. |
 Una sala espositiva della
galleria China Art Archives and
Warehouse | |
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