Il nucleo antico di Montalto di Castro è racchiuso all'interno di robuste mura ed è accessibile attraverso due porte ubicate su lati opposti. Quello che appare oggi ai visitatori è il risultato di continui rimaneggiamenti dovuti per lo più a cambi di "proprietà" subiti da Montalto nel corso dei secoli.
La sua origine è antichissima e risale al tempo degli Etruschi. La storia di Montalto è strettamente legata a quella della vicina Lucomonia di Vulci , sorta nel XII sec. a. C. sulla riva del fiume Fiora. Il popolo etrusco, noto per le sue doti marinare, aveva costruito numerosi porti sulla costa tirrenica e quello utilizzato da Vulci sorgeva in località "Le Murelle", a sud dell'attuale Marina di Montalto. A testimonianza dei fiorenti traffici con gli altri paesi del Mediterraneo, le necropoli di Vulci ci hanno regalato immensi tesori con numerosi vasi e statue greche, monili in oro riccamente lavorati, suppellettili di foggia orientale.
Nel III sec. a.C. gli etruschi vulcenti furono soverchiati dai Romani. Così la nostra cittadina divenne un punto di ristoro ( o Castrum ) lungo la via che collegava Roma con il nord della penisola (l'attuale Aurelia). L'abitato assunse il nome di Forum Aurelii, castrum ubicato sul tracciato della Via Aurelia Vetus. La via deve il suo nome al console Aurelio Cotta che fu artefice della sua costruzione, avvenuta tra il 241 ed il 220 a.C. . Montalto mantenne un ruolo di primo piano durante tutto l'Impero Romano ma dalla caduta dello stesso (476 d.C.) iniziarono i suoi anni bui. Le strade non furono più percorribili se non a cavallo, i terreni agricoli prima fiorenti divennero incolti, gli acquitrini e la malaria invasero zone sempre più vaste. Il vecchio porto etrusco fu abbandonato e, molti secoli più tardi, fu spostato nell'ubicazione attuale presso la foce del fiume Fiora.
Nelle cronache si torna a parlare di Montalto nel IX secolo quando i terreni della Tuscia inferiore entrarono a far parte del Patrimonio della Chiesa di Roma. Nell' 809 venne fondata l'Abbazia al Ponte (in zona Vulci) con lo scopo di ripopolare la zona e di sfruttare in maniera inensiva il territorio. Nella bolla pontificia di Papa Leone IV (dell' 853 ) che assegnava la città alla diocesi di Tuscania, Montalto compare con il nome di Castrum Montem Altum. Nell' 860 il nome mutò di nuovo, per un breve periodo, in Gravisca. Questo perchè, a seguito di un'invasione di pirati turchi (i famosi Saraceni) molti abitanti del villagio di Graviscae (nei pressi di Tarquinia) vi si stabilirono.
A seguito dei tumulti verificatisi a Roma nell'anno 1155 durante i festeggiamenti per l'incoronamento dell'Imperatore Federico Barbarossa, Montalto venne ceduta da Papa Adriano IV come risarcimento alla famiglia di Vico per i danni subiti nella difesa dell'Imperatore e del Pontefice. Successivamente il castello passò alla famiglia degli Aldobrandeschi e poi fu venduto all' Abbazia dell 3 Fontane di Roma. In questo periodo Montalto contava 105 famiglie e 2.500 abitanti di cui ben 1.000 armati. Per il tempo si trattava di cifre di tutto rispetto.
Dalla metà del 1300 inzia la sua decadenza: le continue guerre locali e la pestilenza portarono gli abitanti a circa 250! Con l'affacciarsi delle Compagnie di Ventura che nelle campagne la facevano da padrone, Montalto passò di mano in mano: di Vico, Orsini, Gaetani, Tomacelli, Migliorati, Farnese e Sforza... solo per nominare le famiglie più famose.
Una data importante è il 31 ottobre 1537: la città di Castro viene eletta a Ducato. I Farnese ne avranno appannaggio per molte generazioni. Il castello di Montalto, parte dei possedimenti di Castro, visse un periodo di tranquillità sia economica che sociale.
Nel 1650 si torna nuovamente sotto il dominio diretto della Chiesa di Roma. Ad inizio del XVIII secolo importanti opere pubbliche arricchirono Montalto di Castro. L'acquedotto del Terzo Miglio che conduceva l'acqua alla nuova fontana del Mascherone, il nuovo ospedale dei frati di San Giovanni di Dio, nuovi magazzini per il grano, la fontana delle 3 cannelle.
Dopo la parentesi napoleonica, l'unico evento di rilevo fu la costruzione della ferrovia. Contadini e braccianti lavorarono come operai e manovali mentre chi aveva una certa istruzione ricoprì ruoli dirigenziali ed amministrativi. Finalmente i tanti prodotti della terra di Montalto potevano essere venduti al di fuori del territorio grazie al treno. L'economia locale ne trasse un enorme beneficio in quanto i prezzi di vendita spuntati fino ad allora erano irrisori poichè gli unici acquirenti erano i soliti "signorotti" della zona.
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