TEORIA DELL'EVOLUZIONE RISTRETTA E TEORIA DELL'EVOLUZIONE GENERALE
Dopo una scrupolosa ed approfondita analisi della teoria dell'evoluzione, sono pervenuto ad una scoperta destinata a rivoluzionare il nostro modo di concepire la realta'.
Fino ad oggi l'evoluzione è stata esaminata soltanto ad una sola dimensione e cioè in maniera parziale, incompleta; la scoperta (od osservazione) da me compiuta è stata possibile cambiando semplicemente punto d'osservazione, in maniera tale da analizzare il fenomeno evolutivo a due dimensioni e cioè nella sua totalità e completezza.
Per usare un linguaggio universalmente accettabile, eviterò di usare termini come 'anima', 'spirito'; mi servirò, invece, di altri vocaboli, come ad esempio, 'visibile' ed 'invisibile', i quali possono essere accettati da tutti, indipendentemente dalle proprie convinzioni personali.
Per spiegare la mia scoperta, tratterò la teoria dell'evoluzione in due fasi:
1) l'evoluzione così come si è concretamente sviluppata sulla terra (evoluzione ristretta);
2) l'evoluzione nei suoi sviluppi teorici futuri (evoluzione generale).
EVOLUZIONE RISTRETTA.
L'evoluzione sul nostro pianeta si è sviluppata partendo da primitivi microorganismi unicellulari sino ad arrivare all'uomo, il quale, attualmente, rappresenta il culmine del fenomeno evolutivo reale. In questa lunga e graduale trasformazione in cui, dagli organismi più semplici si è passati via via a quelli sempre più complessi, si possono dedurre le seguenti leggi fondamentali riguardanti i soggetti biologici dell'evoluzione stessa:
1. aumento della dimensione invisibile;
2. maggiore capacità di dominare l'ambiente.
Questi due enunciati costituiscono il fulcro della mia scoperta e non scaturiscono da valutazioni soggettive opinabili, ma sono la constatazione di dati concreti, obiettivi ed inconfutabili, per cui si può parlare senza alcun dubbio di leggi scientifiche.
Ad una prima e superficiale lettura, questa mia scoperta (od osservazione) potrebbe sembrare il classico 'uovo di Colombo', se non addirittura una presa in giro. Ma un ulteriore approfondimento chiarirà ogni dubbio e potrà fare apprezzare meglio l'eccezionalità di quanto fin qui affermato.
Nel primo enunciato ho parlato di una dimensione invisibile alla quale l'evoluzione fa pervenire i suoi soggetti biologici; ma di cosa si tratta?
Mi spiegherò con un esempio: allorquando osservo un albero, ciò che vedo è tutto quello che è; quando invece osservo un uomo, quel che vedo non è tutto ciò che è, poiché l'essere umano non è soltanto la mano, il piede, la testa, le sue cellule; l'uomo è anche sentimento, pensiero, autocoscienza; in pratica gli umani esplicano il proprio essere nella doppia dimensione del visibile e dell'invisibile. Anzi, la parte invisibile finisce col rappresentare addirittura l'essenza della loro natura a tal punto che si potrebbe benissimo immaginare un uomo senza una gamba, senza un braccio e così via; ma sarebbe impossibile concepire un essere umano privo di sentimenti e di attività pensante, caratteristiche, queste, che sono proprie del suo mondo interiore ed invisibile.
A questo punto bisogna chiedersi, però, se il termine 'invisibile' adoperato nella mia descrizione sia arbitrario oppure appropriato. La risposta ad una tale domanda è fondamentale. Ebbene, se qualcuno osasse affermare che l'uomo vive esclusivamente in una dimensione visibile, mi faccia vedere sia i pensieri che albergano nel cervello di un qualsiasi essere umano e sia la consapevolezza che ogni uomo ha del suo stesso pensare. Se qualcuno tramite un microscopio, un computer o qualsiasi altra apparecchiatura scientifica sarà capace di visualizzare il pensiero e l'autocoscienza, allora potremo dire che l'essenza degli esseri umani possiede soltanto una dimensione visibile; siccome ciò non è possibile, non per difetto della nostra tecnologia e dei metodi d'indagine, ma perchè ci si trova davanti a grandezze, o meglio, innanzi a fenomeni non quantizzabili ed incommensurabili: infatti nessuno può dire: 'pesami 2 kg di pensiero' oppure 'quel pensiero viaggia a 100 km/h' oppure ancora 'il mio pensiero è lungo 7 km'. Anche i microbi, le molecole, gli atomi...sono invisibili; ma tale invisibilità è solo apparente poichè queste entità, essendo grandezze quantificabili e misurabili, possono essere visualizzate, percepite mediante opportune tecniche ed apparecchiature od individuate tramite calcoli matematici.
A questo punto penso d'aver chiarito sufficientemente in che senso vada interpretato il termine 'invisibile' da me adoperato in riferimento al mondo interiore dell'uomo (pensiero, sentimenti, autocoscienza).
In sintesi, affinando i nostri criteri obiettivi di valutazione, possiamo definire come:
- "visibile" l'insieme dell'Universo che può essere descritto mediante i parametri di riferimento fisici e matematici ; massa, lunghezza, carica, formule, equazioni.
- "invisibile" l'insieme dell'Universo che non può essere descritto mediante i parametri di riferimento fisici e matematici.
Quando nella nostra analisi, dall'uomo si passa ad altri soggetti biologici dell'evoluzione (es. scimmie, delfini...), le cose si complicano, in quanto è difficile poter valutare correttamente il loro ipotetico mondo interiore, la loro dimensione invisibile: possiamo limitarci soltanto a delle supposizioni abbastanza approssimative. Comunque una cosa è certa: più un organismo si trova in alto nella scala evolutiva, e più chiaramente e con maggiore intensità, manifesta i segni della sua dimensione invisibile, la quale si esplica secondo vari livelli, tipi e sfumature. Per descrivere meglio questo fenomeno, pensiamo un po' a quel che accade ad un pendolo mentre oscilla.
/|
/ |<-- pendolo
/ |
/ |
posizione B-> O |
O <- posizione A
Sappiamo che l'energia totale Et, è uguale alla somma dell'energia cinetica Ec, più l'energia potenziale Ep, secondo la formula Et=Ec+Ep. Nella posizione 'B', l'energia potenziale è massima, mentre quella cinetica è nulla; man mano che il pendolo procede verso il punto 'A', l'energia potenziale va gradualmente diminuendo, mentre quella cinetica va aumentando d'una quantità, tale che, la somma Ec+Ep sia sempre costante. Quindi nella posizione 'A', ad una energia potenziale nulla, corrisponderà una enegia cinetica massima. Ebbene, solo per esempio, naturalmente,possiamo paragonare l'energia potenziale alla dimensione visibile degli organismi viventi, mentre l'energia cinetica rappresenterà la loro dimensione invisibile. All'inizio della vita (punto 'B'), la dimensione visibile dei viventi è massima, quella invisibile è nulla (micro organismi, batteri, alghe...); sotto la spinta evolutiva, con la specializzazione del tessuto nervoso, cominciano a manifestarsi i segni sempre più evidenti di un aumento della dimensione invisibile alla quale fa riferimento lo svolgersi esistenziale dei soggetti biologici; all'approssimarsi del punto 'A', la comparsa dell'uomo rende esplicito e nel massimo livello conosciuto la dimensione invisibile, a scapito di quella visibile (il 'cogito ergo sum' non è una semplice espressione filosofica, ma coincide con l'essenza del nostro essere; se qualcuno dovesse avere dei dubbi in merito, può facilmente rendersi conto di cosa accadrebbe al 'sum' senza il 'cogito'!). Naturalmente, le somiglianze col pendolo sono soltanto propedeutiche e non reali. Una formula del tipo V=D+i (V=organismo vivente, D = dimensione visibile, i = dimensione invisibile), sarebbe errata, soprattutto perchè 'D' et 'i' non sono grandezze omogenee.
Però, con opportuni accorgimenti, sono riuscito ugualmente a descrivere 'il pendolo evolutivo' mediante una formula. Ai simboli V, D et i, ho aggiunto t (tempo); l'introduzione del parametro 't' è assolutamente necessario, poichè nel fenomeno evolutivo il tempo svolge un ruolo non trascurabile; e siccome col crescere di 't', diminuisce 'D', ho indicato questi 2 parametri sotto forma frazionaria, ponendo 'D' al numeratore e 't' al denominatore ( D/t). Infine, per mettere in relazione gli elementi non omogenei della parte visibile e di quella invisibile, ho sostituito l'operatore aritmetico '+', con un'altro operatore completamente nuovo costituito dal segno '+' seguito da una freccia (+->) e che ho battezzato col nome di 'piuverso'. L'operatore 'piuverso' ha il seguente significato:
indicando con 'D' un insieme Universo che può essere descritto mediante i parametri di riferimento fisici e matematici,
indicando con 'i' un insieme Universo che NON può essere descritto mediante i parametri di riferimento fisici e matematici, et
indicando con 'V' un soggetto biologico dell'evoluzione,
definiremo l'operatore 'piuverso' come una particolare unione esistente tra 'D' et 'i', tale che, mentre le variazioni di ciascun insieme seguono direzioni e versi propri, il soggetto biologico 'V' sia il verso comune ed il punto di convergenza di queste componenti.
Questo concetto dell'operatore 'piuverso' presenta una notevole difficoltà e sarà spiegato in maniera approfondita e completa nella seconda parte della teoria; per il momento ricorrerò ad un esempio con lo scopo di rendere più facile la comprensione: siccome nella definizione in questione si dice che "MENTRE LE VARIAZIONI DI CIASCUN INSIEME SEGUONO DIREZIONI E VERSI PROPRI, IL SOGGETTO BIOLOGICO 'V' SIA IL VERSO COMUNE ED IL PUNTO DI CONVERGENZA DI QUESTE COMPONENTI", la difficoltà maggiore di quest'affermazione sta nel fatto, apparentemente contraddittorio, che si parla di fenomeni rappresentati da DIFFERENTI VERSI E DIREZIONI CHE CONVERGONO NELLO STESSO PUNTO; immaginate 2 aerei che partono dalla stessa località, seguendo direzioni diverse: uno si dirige verso 'nord' e l'altro verso 'ovest' senza cambiare mai la rotta; in un primo momento essi si allontaneranno l'uno dall'altro, ma poi si avvicineranno sempre di più, convergendo verso la stessa località di partenza. In tal caso la convergenza è stata ottenuta dal campo gravitazionale, mentre nella formula in questione la convergenza viene effettuata dall'operatore 'piuverso'.
Adesso possiamo scrivere la formula definitiva del 'pendolo evolutivo':
V=D/t +-> i
Tale formula s'interpreta così: 'organismo vivente uguale a dimensione visibile fratto il tempo piuverso dimensione invisibile'. Le componenti 'D' et 'i', più che a grandezze scalari, sono paragonabili a quelle vettoriali; hanno caratteristiche fortemente dinamiche con tendenza a spostarsi verso 'i' man mano che si salgono i gradini della scala evolutiva. Dall'analisi della formula ne consegue la necessità d'una ulteriore precisazione sul parametro 'D', per cui non bisogna credere che un elefante sia più 'visibile' di un microbo; infatti la dimensione visibile non va intesa come semplice 'estensione', ma essenzialmente come un insieme di istruzioni, tali che, un soggetto biologico possa organizzare la propria struttura nello spazio e nel tempo; quindi 'D' rappresenta più propriamente il DNA (per questo motivo ho scelto la lettera 'D' per simboleggiare la dimensione visibile); il genotipo, e non il fenotipo, deve caratterizzare, dunque, la parte visibile di un organismo vivente.
Nel secondo enunciato di questa teoria, ho parlato anche di una maggiore capacità di dominare l'ambiente da parte dei soggetti biologici; questa caratteristica di trasformare la materia, plasmandola a proprio vantaggio e piacimento, aumenta man mano che nel corso dell'evoluzione si passa dai microorganismi, all'uomo. I nidi, le tane degli animali sono un esempio eclatante di questo fenomeno. Se infine, analizziamo quel che riesce a compiere l'uomo rispetto ai microbi ed a tutti gli altri esseri viventi che lo precedono nella scala evolutiva, c'è da rimanere sbalorditi; pensiamo all'utilizzo dell'energia nucleare, ai viaggi nello spazio, all'ingegneria genetica... Occorre precisare che per 'ambiente' non deve intendersi solo quello esterno, ma anche quello interno e cioè il corpo stesso, la struttura di ogni singolo vivente.
Queste sono le linee essenziali dell'evoluzione ristretta, che per motivi di spazio e di tempo, e per non appesantire molto il lettore, ho espresso in maniera molto sintetica; in seguito mi propongo di esporre maggiori particolari.
Verso la fine di febbraio 2003, pubblicherò la seconda parte di questo mio lavoro e cioè 'LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE GENERALE' e potremo constatare quali sviluppi straordinari essa ci prospetterà.
Tutte le mie opere ed i risultati dei miei esperimenti vengono pubblicati in forma completa ed in anteprima sul sito:
http://digilander.libero.it/wpaxx
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