Arte Italiana Magazine
Le "Città d'arte" al primo appuntamento di settembre |
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Torino - Domenica prossima il gran tour di "Città d'arte a porte aperte" approderà a Torre Canavese ed Azeglio. Intanto già si profilano all'orizzonte gli appuntamenti fissati per il 2 settembre, quando l'annuale circuito turistico-culturale promosso dalla Provincia di Torino toccherà ben sei località. Ad aprire ai turisti le loro porte, per far conoscere tesori d'arte e di storia poco conosciuti nonostante il loro interesse, saranno questa volta Viù, Lemie, Usseglio, Castellamonte, San Giorgio Canavese e Vialfrè.
Le prime tre (il 2 settembre collegate via navetta) si trovano nelle Valli di Lanzo, solcate dai liquidi rami della Stura, che fra l'altro propongono sorprendenti mete di turismo della fede: antiche cappelle e piloni votivi, memoria di una sentita partecipazione popolare, e poi una vera e propria profusione di santuari sempre collocati in posizioni ambientali e panoramiche felicissime. Per essere più precisi, anzi, dobbiamo dire che tutt'e tre sono comprese nella Valle di Viù: la più meridionale e la più estesa delle Valli di Lanzo (le altre: al centro la Val d'Ala stretta e ripida, più in alto l'ampia Val Grande), che a sud confina con Valle di Susa.
Accenniamo subito ad alcune delle numerose "cose notevoli" che emergono a Viù.
PONTE NUOVO DI BAROLO: ponte a due archi e in muratura edificato in concomitanza con la carrozzabile nel 1842, chiamato "di Barolo" in segno di riconoscenza per la generosità del marchese Tancredi Falletti di Barolo (che anticipò al Comune l'intero costo dell'opera).
PONTE DELLE TAGLIE O DEL DAZIO: realizzato anch'esso in concomitanza dei lavori per la carrozzabile, in sostituzione di un preesistente ponte ligneo. Si differenzia da ogni altro per i caratteristici pilastri a frangiflutto, ed è detto ponte del Dazio perché vi si pagava il pedaggio.
CAPPELLA DI FUBINA: dopo la costruzione, grazie alle rendite acquisite, fu ampliata a cappellania laicale.
COMPLESSO DELLA PARROCCHIALE: comprende la chiesa di S. Martino (la più grande nelle citate tre valli locali) e la Cappella della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù. Fu costruita e ampliata nel 1786. All'interno: pregevoli altari lignei di fattura barocca, una singolare terracotta raffigurante la crocifissione ed un organo di particolare interesse. Un busto del marchese di Barolo, infine, ricorda il legame di questa famiglia patrizia con Viù.
VILLA FRANCHETTI: vi si accede attraverso un viale alberato, in prossimità della località Rotonda di Viù. La proprietà originaria è stata smembrata, ma si può ancora godere di una parte del parco e della vista della villa ottimamente ristrutturata.
PALAZZO DI VIA BAROLO: in stile barocco, eseguito sui disegni di F. Juvarra, appartenne ai Cattocchio e poi ai Conti Schiari.
CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA NEVE: la facciata è stata affrescata da Marcolino Gandini, allievo di Felice Casorati.
VILLA SCHIARI: ora proprietà dei padri Oblati, che hanno fatto deporre una lapide in ricordo della presenza di Silvio Pellico.
PALAZZO COATTO: pregevole per gli affreschi di caccia che ne decorano la facciata.
SITO DELL'ANTICO CASTELLO: la distruzione del maniero risale probabilmente al 1551, anno in cui la Francia fece abbattere anche il castello di Lanzo. Intorno al castello circolano strane leggende, tra cui quella che vuole sia stato abitato dai predoni. Al posto dell'antico edificio sorge ora la cappella dell'Annunziata. Dal castello è possibile accedere alla Villa Fino: contornata da un vasto parco, è una delle più pregevoli dimore patrizie di Viù.
PONTI DEI MULINI NININ E CAMUIN: interessanti per la presenza, in epoca passata, dei laboratori degli artigiani del legno.
PONTE DI FUCINE: la borgata era sede delle fonderie e delle officine artigiane per la lavorazione del ferro, estratto dal monte Calcante. Il ponte fu costruito probabilmente dopo il 1469, data cruciale per le valli di Lanzo.
CAPPELLA DELLA SINDONE IN FRAZIONE VENERA: risale probabilmente al XVII secolo e custodisce un dipinto raffigurante un'ostensione della Sindone, insieme con altre tre tele sempre a carattere sindonico. La terza tela è animata da ben 15 personaggi posti sopra una duplice arcata, che potrebbe simboleggiare un padiglione per ostensioni di corte.
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Lemie non è meno ricca di piccoli, ammirevoli tesori: per esempio
PONTE SULLA STURA A FORNO DI LEMIE: risale al 1477, e risulta sia stato eretto grazie alla munificenza dei fratelli Goffi (titolari della concessione per lo sfruttamento delle miniere di ferro e di rame). E' caratterizzato da una bella edicola centrale, originariamente affrescata.
BORGATA DI FORNO DI LEMIE: vi si possono rintracciare i resti del vecchio borgo minerario del XIV secolo; del resto il nome stesso del borgo deriva dai forni che furono costruiti per la fusione dei metalli estratti dai monti circostanti.
CAPPELLA DI S. GIULIO (in frazione Forno di Lemie), che risale alla stessa epoca del ponte. E' dedicata ad un santo sconosciuto nelle valli di Lanzo, legato invece alla zona del lago d'Orta, non lontano dalla quale provenivano molti immigrati a Forno. L'interno è decorato con affreschi quattrocenteschi, probabilmente di scuola jacqueriana, ritenuti tra i più pregevoli delle valli di Lanzo.
CONFRATERNITA DEL SANTISSIMO NOME DI GESÙ: nella cappella, ora inglobata all'interno della piccola casa della divina Provvidenza, è racchiuso un ciclo di affreschi, realizzati nel 1546 e voluti dagli abitanti di Forno. Il Cavallari Murat attribuisce a questo pregevole lavoro una lontana parentela con le botteghe di Defendente Ferrari e Giovanni Martino Spanzotti.
CHIESA PARROCCHIALE: dedicata a S. Michele Arcangelo, fu inaugurata nel 1701. E' in stile barocco piemontese, molto sobrio, ma di una certa armonia e grandiosità. All'interno si trovano gli affreschi ottocenteschi di Giovan Battista Fino. Notevole anche il monumentale campanile del 1808.
STRADA ANTICA DI LEMIE: piccola arteria che attraversa Lemie, quasi in parallelo alla provinciale, vi si affacciano abitazioni tipiche dell'architettura montana delle valli. In occasione della manifestazione "Città d'arte a Porte Aperte" dovrebbe essere animata da artigiani locali.
SANTUARIO DELLA MADONNA DEGLI OLMETTI: ad esso è legata la pittoresca leggenda della "processione dei morti", che scendendo dai monti attraversavano il vecchio ponte in legno per raggiungere la chiesa nella notte dell'8 settembre (festa della natività di Maria, cui la cappella è dedicata). La costruzione fu eretta nel 1721, pare in conseguenza ad una guarigione miracolosa. La denominazione "degli Olmetti" è dovuta ai boschetti di olmi che crescevano nei dintorni.
CASCATA DEL TORRENTE OVARDA
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Notevole anche il patrimonio che il 2 settembre sarà proposto ai visitatori di Usseglio. Vi spiccano, tra l'altro
COMPLESSO DELLA VECCHIA CHIESA PARROCCHIALE DEDICATA ALL'ASSUNTA: in fase di restauro, è un raro esempio di edifici religiosi costruiti tra l'XI e il XVII secolo e raggruppati intorno ad una piazzetta che era l'antico cimitero.
CHIESA NUOVA: grandioso edificio in stile barocco dedicato alla Vergine Assunta, iniziato nel 1911 e terminato nel 1971. Ospita una pregevole Via Crucis di bronzo e due grandi dipinti, provenienti dalla vecchia parrocchiale.
RETTORIA in frazione Piazzette: chiesa (probabile edificata su disegno dello Juvarra), scuola e casa del Rettore (della metà del '700), per l'educazione religiosa e scolastica degli abitanti della frazione. All'interno, un dipinto della Sindone.
ARE ROMANE: la prima è posta accanto alla chiesa di Piazzette, la seconda è murata sulla facciata della vecchia parrocchiale. Recano incise iscrizioni latine dedicate a Giove e a Ercole.
CAPPELLA DI SAN DESIDERIO: situata su un'altura presso la frazione Piazzette, è la più antica della valle di Viù e forse la primitiva parrocchia di Usseglio. La sua presenza è testimoniata da un documento del 1168, quando fu ceduta dal vescovo di Torino a Simeone, abate di San Giacomo di Stura. Rimaneggiata nei secoli, è in corso di restauro.
LOSONE GRAFFITO (in frazione Panetto): posto in una zona di probabile antichissimo insediamento, è un grande lastrone di pietra che sulla superficie presenta segni antropomorfi e cruciformi, coppelle, affilatoi e simboli rituali.
CAPPELLA DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO: costruita verso la metà del '700 nei pressi del losone, ha un ampio porticato con travatura in legno a vista, tetto in lose e sulla facciata due affreschi dei santi titolari.
FORNO (in frazione Pianetto): restaurato di recente dagli abitanti ed ancora funzionante, accoglie un'esposizione di vecchi utensili usati per la panificazione.
VILLA CIBRARIO: fu edificata verso la metà dell'800 dal conte Luigi Cibrario, ministro di Vittorio Emanuele II e storico di casa Savoia e della valle di Usseglio. Nei pressi della villa è la cappella di Sant'Antonio, del '700, con lo stemma nella famiglia sulla facciata.
BASSORILIEVO IN PIETRA OLLARE: ritrovato nella cappella di San Bernardo a Malciaussia, raffigura un personaggio che indossa una sopraveste di tipo sacerdotale, cinta alla vita da una stola cui è avvinta una piccola figura. Si riteneva raffigurasse una druida in atto di sacrificare un bambino. Una ricerca recente lo considera invece una raffigurazione di San Bernardo da Mentone, che avvinghia al collo il diavolo.
FRAZIONE PIAN BENOT E LAVET: in zona sono presenti le antiche muande (alpeggi) dei pastori, strette intorno alla cappella di San Lorenzo. Il tipico borgo del Lavet, completamente ristrutturato e conservato, si trova nei pressi dell'alpeggio di Contissart, moderno e funzionale.
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Le tre tappe successive conducono in altrettante "Città d'arte" del Canavese. In primis a Castellamonte, dove fino al 2 settembre è in corso la quarantunesima Mostra della Ceramica: un'esposizione di produzioni artistiche, contemporanee e di tradizione popolare, fra le più importanti in Italia ed in Europa (ne parliamo in questo stesso numero della Gazzetta Web). Con quest'appuntamento la città torna a celebrare - nei suoi luoghi più significativi: dalla Rotonda Antonelliana a Palazzo Botton, dal Teatro all'Istituto d'arte, dal Giardino all'Area campanile) - la ceramica che l'ha resa famosa in tutto il mondo sin dal Quattrocento. Intanto, propone di cogliere l'occasione per una visita ad alcune delle sue bellezze misconosciute:
ROTONDA ANTONELLIANA: realizzata dall'architetto Antonelli nel 1843, in sostituzione della precedente (romanica).
CHIESA DI SAN ROCCO: risalente al 1777, ha una facciata decorata da capitelli e balaustre in terracotta e - all'interno - un bel pulpito del Seicento.
CHIESA DI SAN BERNARDO: ricostruita a metà del XVIII secolo su una preesistente, è in stile barocco. Notevole l'altare, con pregevole balaustra in marmo rosso.
CASTELLO: costruito tra i secoli XIV e XIX, è preceduto da due imponenti porte in pietra, resti del primitivo edificio medievale. Il complesso venne rimaneggiato nella prima metà del secolo XVI. Alla fine dell'Ottocento l'architetto Formento, autore della chiesa parrocchiale, aggiunse la parte orientale in mattoni rossi.
BELVEDERE DEL CASTELLO, che offre un ampio panorama sul Canavese.
CASA DELLA MUSICA (in piazza della Repubblica): inaugurata solennemente nel 1925 per ospitare la filarmonica del capoluogo, fondata nel 1822, al primo piano dispone del "salone dei concerti".
FACCIATE IN COTTO DEL LANIFICIO (in frazione Sant'Antonio): noto come "il lanificio", in epoca remota ospitava uno stabilimento ceramistico. Ha una magnifica facciata in ceramica, prospiciente via Torino.
PALAZZO DEI CONTI SAN MARTINO: il fabbricato rurale, che si affaccia in piazza Marconi, fu di diversi proprietari e poi alienato nel 1978, dopo l'estinzione dei San Martino di Castelnuovo. Molto interessante per gli aspetti storico-architettonici, è uno dei più belli della città.
ISTITUTO STATALE D'ARTE "F. FACCIO": custode della vocazione artistica della città, venne fondato nel 1922 e negli anni '50 dotato di una sede adeguata.
PALAZZO BOTTON: futura sede del Museo Civico della Terra Rossa di Castellamonte, sorge (accanto al coevo Palazzo dei Conti San Martino) sul declivio della collina. Il Palazzo Botton fu voluto dal Conte Ascanio Botton, che nel 1771 aveva ereditato il feudo castellamontese, ed eretto tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX sec. dall'architetto sabaudo Bruna. Più celebre, politicamente, il figlio del conte: Ugo Botton, un giureconsulto vicino a cobini canavesani, che rivestì importanti cariche durante l'età napoleonica. Con la sua morte, nel 1828, ha termine il ramo dei Botton di Castellamonte.
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Il poderoso maniero di San Giorgio Canavese, verso le colline moreniche, sorge in posizione dominante il paese ed è circondato da un vasto parco (visite a pagamento). Vanta origini che risalgono al X secolo, quando il "castrum" di San Giorgio era un centro importante che controllava un vasto territorio. Il castello nacque appunto come "castrum vicinatiorum", costruito dagli abitanti dei villaggi vicini per motivi di difesa. Fino al XIX secolo il complesso era formato da due edifici, il primo dei quali (secoli XII-XIV) fu demolito nell'Ottocento per far posto a un giardino all'inglese. Il secondo edificio - restaurato in anni recenti e salvato da un abbandono che ne aveva reso precaria la stabilità - venne costruito nel XII sec per merito dei novaresi Conti di Biandrate, in lotta con la Lega Lombarda. Il nucleo più importante è oggi costituito da un grandioso palazzo, che assunse la configurazione attuale nel XIII sec, con l'eliminazione delle torri medioevali. Profondamente trasformato anche nel Seicento e nel Settecento, attualmente si presenta come un'imponente residenza caratterizzata da ambienti ricchi di decorazioni, dalle antiche cucine e da un vasto parco all'inglese. L'aspetto settecentesco è dovuto al restauro operato nel 1726, in occasione delle nozze del marchese Ferdinando di San Giorgio con la marchesa Vilcardel de Fleury.
Castello a parte, San Giorgio ha molto altro da offrire alla curiosità dei turisti:
MUSEO CIVICO "NÖSSI RÀIS": piccolo museo etnografico, di grande interesse e rara suggestione, è ospitato all'interno della casa natia del grande storico Carlo Botta e possiede un'importante raccolta d'oggetti rappresentativi della passata civiltà canavesana. Ne abbiamo già parlato nello scorso giugno ("Città d'arte" nel Canavese 1 giugno)
CHIESA PARROCCHIALE: d'aspetto rinascimentale, ha un campanile romanico. Custodisce alcuni pregevoli affreschi cinquecenteschi e un bell'organo ottocentesco di stile teatrale-bandistico.
CHIESE CANTONALI: sono le tre chiese costruite tra il XVI e il XVII secolo dalle confraternite religiose dei cantoni sangiorgesi (Molinatto, Piatonia e Ritania). Al loro interno sono ospitate notevoli opere del periodo barocco.
VILLA BELLOC-MALFATTI: cinta da un vasto parco sviluppato sulla collinetta che domina San Giorgio, fu fatta costruire dalla cantante lirica Teresa Belloc, una delle predilette di Rossini.
CHIESA DI SANTA LUCINA IN CORTEREGGIO: piccola costruzione religiosa dell'antica frazione di Cortereggio.
SANTUARIO DI MISOBOLO: posto tra le colline moreniche dove si coltiva il vitigno dell'Erbaluce, è ciò che rimane di quello che fu il borgo di Misobolo. Ha linee barocche e una raccolta di ex voto.
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Che cosa riserva, infine, una visita guidata a Vialfrè e dintorni?
MUSEO CIVICO "MORENICA": allestito nella cappella barocca di San Michele, come centro di un museo diffuso nel territorio, nasce per la vocazione "naturale" che contraddistingue Vialfrè. In un viaggio lungo un milione di anni, tra mari e ghiacci antichi, morene e specchi lacustri, si andrà alla scoperta delle origini e dell'ambiente dell'Anfiteatro Morenico d'Ivrea, sorta di "monumento" naturale che ha affascinato studiosi e viaggiatori giunti in Canavese da ogni parte del mondo per farne oggetto di studio e di ammirazione.
CHIESA PARROCCHIALE: intitolata ai S.S. Pietro e Paolo, si trova al culmine della collina dove si sviluppa Vialfrè, in prossimità del luogo da cui si accedeva all'antico ricetto. Inaugurata nel 1767, presenta un'imponente facciata in mattoni, accompagnata da un alto campanile visibile da gran parte della pianura eporediese. L'interno è costituito da un'unica navata, impreziosita da ricche decorazioni barocche.
CHIESA DI SAN PIETRO: posta all'interno del cimitero, in posizione caratteristica ed isolata dal resto del paese, fu l'antica parrocchiale di Vialfrè. Già citata nel '300 nel "Liber Decimarum", dell'originale costruzione ha mantenuto il bel campanile romanico (la cui foggia costruttiva richiama l'opera dei monaci di Fruttuaria).
COLLINE DELL'ANFITEATRO MORENICO D'IVREA: il grandioso complesso geologico collinare in cui sorge Vialfrè. Ne fa parte la celebre Serra d'Ivrea, una delle testimonianze più rilevanti delle fasi di glaciazione del periodo Pleistocenico in Europa. Originate dal ghiacciaio Balteo, un fiume di ghiaccio che dal Monte Bianco scendeva sino alla pianura eporediese, le ripide colline moreniche presentano in quest'area una complessa ed affascinante morfologia fatta di panoramici crinali alternati a solitarie zone umide. Un vero paradiso per escursionisti alla ricerca di una natura intatta a pochi passi dai grandi centri urbani.
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Per saperne di più:
http://www.provincia.torino.it
ATL Valli di Lanzo: tel. 0123-28080
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Valle di Lanzo e Valle di Viù, titolo compreso nella serie di pratiche guide turistiche delle valli alpine edite da Vivalda: di facile consultazione grazie al "formato quaderno" e al dorsino a spirale, di ognuna raccontano storia e geografia e miti e leggende (oltre ad indicare dove mangiare e dormire, cosa comprare, quali sport praticare ed altro ancora).
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Viù
Comune: Piazza Vittorio Veneto 2
tel. 0123-6101 fax 0123-6264 comune.viu@icip.com
Lemie
Comune: Via Roma 3, tel. & fax 0123-60222
Usseglio
Comune: via Roma 7, tel. 0123-83702 fax 0123-83800
Pro Loco (c/o Luigina Borla): tel. 0123-83720 fax 0123-28532
comuneusseglio@libero.it
Castellamonte
Comune: Piazza Martiri della Libertà 28
tel. 0124-51871 fax 0124-5187250 castellamonte@eurexnet.it
http://www.comune.castellamonte.to.it
Su questo numero della Gazzetta Web, vedi l'articolo
San Giorgio Canavese
Comune: Via Dante 25, tel. 0124-32121.
http://www.canavese.it/paesi/sangiorgio
Sul museo etnografico, vedi anche il nostro articolo
"Città d'arte" nel Canavese
Vialfrè
Comune: Vicolo Don Vercellis 2
tel. 0125-739101 http://www.canavese.it/paesi/sangiorgio
Nei nostri archivi:
89 "Città d'arte a porte aperte" nel torinese
"Città d'arte" nel canavese, data 12 ago 2001
"Città d'arte" nel Canavese, data 1 giu 2001
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